Una giornata per le api

di Matteo Giusti –

Eventi, curiosità e retroscena della data del 20 maggio che la Fao ha voluto dedicare per celebrare e ricordare l’importanza economica ed ecologica di questi insetti. E intanto si prepara la BeeWeek a giugno.

Domenica scorsa Breznica, una piccola cittadina della Slovenia, si è trasformata nella capitale mondiale delle api, per celebrare la prima giornata che la Fao ha voluto dedicare a questi insetti.

Lo scopo è quello di mettere in risalto l’importanza ecologica ed economicadelle api, sia di quelle da miele sia di quelle selvatiche, fondamentali non solo per la produzione di miele e di prodotti apistici, ma soprattutto per il loro ruolo di impollinazione.

Infatti, come ricorda la Fao, tre colture alimentari su quattro dipendono per produttività e qualità delle produzioni dalla impollinazione entomogama, l’impollinazione incrociata effettuata dagli insetti. Pesche, albicocche, mele, pere, pomodori, fragole, cipolle, erba medica, dipendono dall’impollinazione, così come il cacao, il caffè, il pepe e circa un’altra ottantina delle principali coltivazioni necessarie a produrre cibo.

Di giornate mondiali di qualcosa, bisogna dirlo, c’è pieno il calendario, e molte anche piuttosto inflazionate, comunque quella di domenica 20 maggio ha avuto il suo successo, sarà perché era la prima, sarà perché le api in fondo fanno sempre simpatia.

E così sono state molte le iniziative sia istituzionali che spontanee che sono state fatte in giro per il mondo, a partire da quella ufficiale celebrata in Slovenia.

Ora due domande sorgono spontanee: perché il 20 maggio e perché in Slovenia? Le risposte sono collegate.

Intanto partiamo dalla data. Maggio è il mese culmine della primavera, il mese del massimo sviluppo e della massima vitalità degli alveari. Per carità, una visione un po’ europa-centrica, perché nell’altro emisfero è autunno, ma una data che fosse primavera per tutti non c’è, e comunque gli apicoltori argentini e australiani non se la sono presa.

Arrivando al giorno, che spiega anche il perché del paese, il 20 maggio è stato scelto in onore di Anton Janša, apicoltore sloveno e pioniere della moderna apicoltura razionale, quella fatta con arnie a favi mobili, nato il 20 maggio del 1734.

Un personaggio che è poco conosciuto in Italia, ma che fu una autorità nel suo tempo e non solo, messo a dirigere la scuola di apicoltura di Viennadirettamente dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, e fissando così le linee guida tecniche e didattiche dell’apicoltura in quello che fu l’Impero austroungarico, che si stendeva su buona parte dell’Est Europa, dove anche oggi l’apicoltura riveste un ruolo importante sia dal punto di vista produttivo che culturale.

La Slovenia poi è un paese che ha un legame esclusivo con le api, una nazione apistica, dove quasi un abitante su 200 alleva api, dove le associazioni apistiche sono parte del folklore e dell’identità locale, dove è nato l’apiturismo, quella forma di agriturismo legata esclusivamente all’apicoltura e dove si vuol collocare la patria dell’ape carnica, la sottospecie Apis mellifera carnica Pollmann, con buona pace degli Austriaci e dei Friulani.

La Slovenia è stata il primo paese dell’Unione europea a vietare l’uso di alcuni insetticidi per la tutela delle api, un argomento di prima attualità con il recente bando di tre neonicotinoidi in pieno campo.

E poi è stata la Slovenia nel 2016 ha proporre al Consiglio regionale della Fao l’istituzione di una giornata mondiale, proposta accolta nel 2017 e celebrata per la prima volta quest’anno.

E così domenica si è svolto l’evento ufficiale a Breznica, la cittadina natale di Anton Janša, alla presenza del direttore generale della Fao José Graziano da Silva e del ministro dell’Agricoltura sloveno Dejan Židan che hanno ricordato la necessità di politiche di protezione e tutela delle api, ma anche degli altri pronubi.

Come ricorda la Fao e come è stato ribadito domenica, cambiamenticlimatici, distruzioni di habitat, uso sconsiderato di fitofarmaci stanno mettendo a rischio le api, soprattutto quelle selvatiche. E per quelle da miele, quelle allevate, non dobbiamo però mai dimenticare l’importanza fondamentale che hanno le malattie e i parassiti dell’alveare. Un aspetto di cui troppo poco si parla a livello mediatico e per il quale gli strumenti utili sono soltanto la formazione e la ricerca.

E molti sono gli eventi che si sono tenuti e si terranno nei prossimi giorni in varie parti del mondo, da Amfipoli in Grecia, a Lethbridge in Canada, per passare da Berlino, Bruxelles, Coonoor in India.

Anche la filatelia ha avuto la sua parte, con la Slovenia che ha coniato anche una moneta celebrativa da 2 euro, e la Grecia che ha stampato un francobollo sempre da 2 euro.

In Italia, oltre a iniziative di associazioni apistiche e anche di moltissime aziende, le celebrazioni sono iniziate già il 12 maggio, a Lubriano, in provincia di Viterbo, con il convegno ‘Aspettando la giornata mondiale delle api’ organizzato dalla ambasciata slovena in Italia con il Museo naturalistico di Lubriano, una piccola ma interessante realtà civica che ha dato i natali anche alla Scuola di apicoltura dell’Etruria.

Un evento quello di Lubriano che ha visto la partecipazione dell’ambasciatore della Slovenia Bogdan Benko, Antonio Feliciolidell’Università di Pisa, Antonella Canini del Centro ricerche miele dell’Università di Torvergata, dove è stato sottolineato il ruolo della Slovenia nella promozione della cultura apistica e la necessità della tutela delle api in tutte le sue forme.

Ora l’appuntamento è per la BeeWeek, la settimana delle api, lanciata dal Parlamento europeo a partire dal 26 giugno, augurando buon lavoro agli apicoltori e alle loro quotidiane giornate delle api, soprattutto in questa primavera che è già partita col piede sbagliato.

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