Sardegna. Apicoltori in corteo

di Fausto Egidio Piu –

Medici, docenti, impiegati della pubblica amministrazione. L’inverno è alle porte e ci lasciamo alle spalle un autunno caldo con scioperi e manifestazioni per le vie delle nostre città. L’ultima protesta arriva dalla Sardegna con gli apicoltori in corteo a Cagliari per gridare la loro rabbia contro una classe politica insofferente alle loro problematiche.

Antonello Palmas su La Nuova Sardegna racconta la manifestazione di ieri, nel capoluogo sardo, di ottanta allevatori di api che hanno protestato sotto il palazzo del Consiglio regionale. Gli apicoltori, iscritti all’associazione di categoria Apiaresos, hanno urlato a gran voce il motivo della protesta: il calo di produzione di miele del 60% a causa della siccità e il disinteresse delle istituzioni ad aiutarli. L’estate del 2017 è stata infatti una delle più calde degli ultimi anni in Sardegna e se, per bagnanti e turisti, il sole è stato sinonimo di relax, per gli apicoltori è stato un incubo.

Palmas spiega che gli apicoltori hanno chiesto l’intervento di tutta la politica sarda, dal Partito Democratico a Forza Italia fino al Partito Sardo d’Azione, per aiutare proprio l’apicoltura. I manifestanti, spiega il cronista del quotidiano sassarese, si sono presentati «con le loro caratteristiche tute gialle o bianche, con tanto di maschere, guanti e affumicatori sbuffanti, uno degli attrezzi di un mestiere… dolce ma molto duro, soprattutto in stagioni così ostiche». Gli allevatori sono stati ricevuti da un gruppo di politici sardi, tra i quali il presidente della Commissione Attività Produttive Luigi Lotto, del Pd, relatore della legge sull’apicoltura.

Il presidente di Apiaresos Nino Schirra ha così presentato quattro proposte per risollevare le sorti del settore, ma solo tre potrebbero avere una loro attuazione: i danni causati dalla siccità non possono essere infatti riconosciuti.

Dall’attuazione della legge regionale 19/2005 sull’apicoltura allo sblocco di alcune misure del Psr che impediscono agli apicoltori di spendere i finanziamenti europei, fino alla riduzione delle superfici edificabili da 5 a un ettaro nel piano paesaggistico, tutti gli allevatori di api sperano così di continuare a operare in uno dei settori più diffusi, ma più dimenticati, della Sardegna.

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